Il treno dei bambini

Ardone Viola

Einaudi (2019)
17.5 €
 9788806242329

È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l'intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un'iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l'ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un'Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c'è altro modo per crescere.
VIOLA ARDONE presenta "Il treno dei bambini" Einaudi
  18:03
Dialoga con l'autrice Emanuela Masseria. Paola Gregoric, arpa. Il libro delle 18.03 - Edizione autunno 2019
Palazzo De Grazia - Gorizia
Ubik Gorizia
VIOLA ARDONE incontra i lettori e firma le copie del suo romanzo "Il treno dei bambini" Einaudi
  16:00
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Ubik Trieste
VIOLA ARDONE presenta "Il treno dei bambini" Einaudi
  16:30
Dialoga con l'autrice il libraio Davide Pietroforte
Ubik Bolzano
VIOLA ARDONE presenta "Il treno dei bambini" Einaudi
  18:30
Dialoga con l'autrice Giuseppina Coalli
Ubik Trento
Incontro del Gruppo di Lettura
  18:00
Anche a novembre la nostra piccola grande comunità ha scelto un libro da leggere e da discutere insieme. Protagonista di questo incontro sarà Viola Ardone con il suo "Il treno dei bambini". Non mancate all'appuntamento più atteso del mese!
Ubik Napoli
VIOLA ARDONE presenta "Il treno dei bambini" Einaudi
  11:00
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Ubik Novarcadia Casalpalocco
VIOLA ARDONE presenta "Il treno dei bambini" Einaudi
  11:00
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Ubik Rinascita Sesto Fiorentino
VIOLA ARDONE presenta "Il treno dei bambini" Einaudi
  18:00
L'ospite di punta e di apertura di questo 2020, attesissima nello spazio live della Ubik con una storia che ha fatto commuovere ed emozionare tantissimi lettori... Carla Bonfitto, Anna Mastrolitto e Salvatore D'Alessio conversano con l'autrice.
Ubik Foggia
Incontro on line in diretta con Viola Ardone e presentazione del romanzo “Il treno dei bambini” Einaudi
  18:00
Introduce Renata Barberis
Ubik Savona
VIOLA ARDONE presenta "Il treno dei bambini" Einaudi
  18:03
Una selezione de IL LIBRO DELLE 18.03 Viola Ardone dialoga con Emanuela Masseria Edizione autunno 2019 Presentazione disponibile online sulla pagina Facebook "Il Libro delle 18.03" e su YouTube attraverso il sito www.illibrodelle1803.it
Ubik Gorizia
@gloriazanchetto
29 agosto 2020
Viola Ardone ci racconta, attraverso gli occhi e la voce di Amerigo, un bambino napoletano di otto anni, un momento, non molto conosciuto peraltro, della storia dell'Italia del secondo dopoguerra, quello dei bambini delle famiglie povere di Napoli che salivano con il treno per un po' di tempo in "Alta Italia" per sfuggire alla povertà e alla fame. Amerigo passa, dunque, dai vicoli chiassosi e sporchi di una Napoli ridotta allo stremo delle forze dalla miseria, che raggela ed irrigidisce anche i sentimenti e dove anche i bambini lavorano per sopravvivere, ad una Modena dove, seppur nella semplicità, i bambini riescono, comunque, godersi l'infanzia e andare a scuola. Quando però questi bambini tornavano nelle loro case al sud, non si sentivano più di appartenere a nessuno. Anzi, il ritorno alla vita di prima, fatta solo di rinunce, dopo essere stati "sopra", non andava più bene e faceva provare solo vergogna. C'è tanta poesia in questo racconto: sembra di vederla la meraviglia negli occhi di questi piccoli quando vedono per la prima volta la neve (che credono sia ricotta) e per la nebbia (che credono sia fumo) o la naturalezza con la quale Amerigo si abitua a ricevere carezze, abbracci e protezione da degli estranei che finiscono per diventare la sua famiglia. Bello anche il ritmo della narrazione: cadenzato e lento come in un viaggio in treno. Il treno che è sempre presente. Il treno che allontana le persone per poi riunirle. Questa della Ardone è una storia di addii e lontananza: Amerigo lascia la sua casa e la sua mamma Antonietta, conservando di Napoli solo le origini e il ricordo di una vita fatta di niente. È una storia di coraggio e opportunità: una mamma che trova la forza di mettere su un treno per il Nord Italia suo figlio e che, facendo così, gli salva la vita, offrendogli l'opportunità di cambiare il suo destino e di essere felice. Si, perché i bambini devono essere felici. I bambini, come riferisce la stessa Ardone in un passaggio del suo libro, "... la felicità la esigono". Ma è anche una storia di povertà e di paura di tornare indietro a quello che si era prima di partire e di rimanere incastrati in un passato senza speranza. Ma più di tutto, questa è una storia d'amore, raccontata con amore: quello di una mamma, incapace di esternare il proprio affetto al figlio (mai un bacio, mai una carezza) perché, lei per prima, non ne ha mai ricevuto, ma che proprio nell'amore, trova il coraggio di lasciare andare il suo bambino verso un destino lontano da lei, con un'altra famiglia. È la storia di un amore per il proprio figlio conservato, in silenzio, nel cuore, per tutta la vita. E' la storia di un amore a distanza. Questo è un libro che lascia il segno. Una storia che emoziona e commuove in più punti. Consigliato: a tutti, soprattutto ai ragazzi. Perché ci sono realtà e vissuti della nostra Storia che possono sembrare meno crudi, se vengono narrati in modo semplice e genuino, come se si trattasse di una favola.
@gabriellagarro
29 agosto 2020
Libro bellissimo, una carezza per l'anima!
@carlabonfitto
31 luglio 2020
Viola Ardone, con “Il treno dei bambini”, ci regala una delle storie più belle dell’anno. A raccontarci questa storia è la voce di Amerigo Speranza, un bambino di sette anni e mezzo che vive a Napoli con la madre Antonietta, donna di poche parole e restia a donargli carezze. Il padre non ce l’ha ma, in compenso, ha tanti amici. Amerigo sa tante cose: parla molto, ascolta le storie tanto da essere chiamato Nobèl. Nel 1946 Amerigo deve lasciare Napoli e la madre. Sale su un treno per andare a trascorrere un anno in una famiglia del Nord. Non è il solo, insieme a lui ci sono tanti altri bambini che vivono una condizione di miseria nel Mezzogiorno. Si tratta di una iniziativa del Partito Comunista e dell’Unione Donne Italiane che, fra il 1946 e il 1952, ha portato migliaia di bambini del Sud, delle zone più devastate dall'ultima guerra, a vivere una situazione migliore presso famiglie dell’Emilia Romagna, della Toscana e dell’Umbria. La mamma decide di dargli questa opportunità: una vita migliore, istruzione e cibo. «Mia mamma Antonietta resta in un angolo della stazione che diventa sempre più lontano, con le braccia incrociate sopra al mio cappotto. Come se mi tenesse stretto sotto ai bombardamenti.» A Modena Amerigo si affeziona alla nuova famiglia e scopre pure di avere un talento per la musica. Il suo ritorno a Napoli non sarà facile. La voce di Amerigo ci accompagna senza sosta attraverso un percorso di riflessione fatto di dolore ma anche di rinascita di fronte agli orrori e alla devastazione portate dalla guerra. Il romanzo è originale, immediato nella scrittura e velato, a mio parere, da una leggera ironia. Ci sono pagine di un lirismo unico, capaci di entrare nella mente e arrivare a scuotere l’animo. Un romanzo che ti fa innamorare pagina dopo pagina.
@michelaromolo
20 luglio 2020
Romanzo da leggere tutto d'un fiato.
@leonardoricucci
22 maggio 2020
L’amore verso la mamma non conosce ostacoli.È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l’intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un’iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l’ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un’Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c’è altro modo per crescere.
@ubik erice libreria galli
11 maggio 2020
“- Scusa Rosa -. Esco dal nascondiglio. - È stata l’emozione. In verità una festa non l’ho mai avuta, e nemmeno un regalo, tranne la scatola del cucito vecchia che mi ha dato mia mamma Antonietta. Non sono abituato a stare contento.” Non potete capire... Amerigo, il protagonista (che racconta in prima persona) sei TU. Quelle cose le vivi tu; QUELLE EMOZIONI LE SENTI TU! Ad ogni capitolo (composto sempre da poche pagine) devi comunque fermarti, prendere fiato, riassaporare lentamente, asciugarti una piccola lacrima... Che dirvi? Sapevo già che questo libro era bello, ma ha superato ogni mia aspettativa... NON PERDETEVELO!!!
@danielapiga
12 marzo 2020
Delicato, sottile. Un vero capolavoro, il mondo e le sue miserie visti attraverso gli occhi di un bambino che poi cresce e riesce ancora a sorprendersi...
@rosellatroian
25 gennaio 2020
lo sto consigliando e regalando a tutti
@ubikpotenza
29 ottobre 2019
È un capolavoro di sentimento, commovente, emozionale come pochi: bravissima Viola, ti sei superata e non vediamo l’ora di averti nostra ospite a Potenza ❤️💙✌🏻